avvocato per successione ereditaria

Articolo di Antonio Strangio

Chi eredita i gioielli della mamma?

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avvocato per successione ereditaria
Articolo di Antonio Strangio

Chi eredita i gioielli della mamma?

Contrariamente a quanto si possa pensare, i gioielli di famiglia non seguono regole ereditarie speciali o basate solo su legami affettivi. Per la legge italiana, i gioielli sono “beni mobili” e rientrano a pieno titolo nell’asse ereditario, esattamente come denaro, automobili o mobili di casa.

Questo significa che il loro valore contribuisce a formare il patrimonio totale della persona defunta. Di conseguenza, devono essere:

  1. Stimati economicamente: viene fatta una perizia per attribuire loro un valore di mercato
  2. Inclusi nella dichiarazione di successione: il loro valore va dichiarato ai fini fiscali
  3. Soggetti alle regole di divisione testamentaria o legittima, come qualsiasi altro bene.

Non esiste, quindi, un “diritto morale” della figlia o di un altro parente a riceverli, a meno che non sia stabilito dalla legge o dal testamento.

Gioielli come beni mobili

I gioielli di famiglia sono spesso legati a ricordi personali, momenti importanti, affetti. Ma per la legge italiana non contano le emozioni: contano i valori patrimoniali. I gioielli, infatti, sono considerati beni mobili e fanno pienamente parte dell’asse ereditario, esattamente come il denaro sul conto corrente, un’automobile o i mobili di casa.

Questo comporta tre conseguenze:

  1. devono essere stimati economicamente,
  2. indicati nella dichiarazione di successione,
  3. ripartiti secondo le regole previste dalla legge o dal testamento.

In assenza di disposizioni valide, nessuno ha un diritto “morale” su quei beni, nemmeno la figlia o il figlio. Tutto dipende dal valore dei beni e dal rispetto delle quote riservate agli eredi legittimari.

Caso pratico: i gioielli lasciati alla nuora invece che alla figlia

Vediamo ora cosa succede in un caso reale: una madre decide, tramite testamento, di lasciare i suoi gioielli alla nuora, escludendo la figlia.

    Un gesto che può sembrare ingiusto o sorprendente, ma che pone un punto centrale: la legge tutela in modo rigoroso i legittimari, cioè quei familiari stretti a cui è riservata, per forza, una quota dell’eredità. Fanno parte di questa categoria il coniuge, i figli e, se non ci sono figli, gli ascendenti. In questo scenario, la figlia è una legittimaria, mentre la nuora non lo è.

    In sostanza, questo significa che la madre può lasciare i gioielli alla nuora solo se rientrano nella quota disponibile, cioè quella parte del patrimonio di cui può disporre liberamente. Se però il valore di quei gioielli (magari insieme ad altri lasciti) intacca la quota che la legge riserva alla figlia, siamo davanti a una lesione della legittima.

    Cosa può fare la figlia?

    In questi casi, la figlia può rivolgersi al tribunale con una azione di riduzione, lo strumento previsto dal nostro ordinamento per chiedere che le disposizioni testamentarie vengano “corrette” nella misura necessaria a ristabilire il suo diritto. Se il giudice accerta che i gioielli assegnati alla nuora hanno un valore che supera quello lecitamente attribuibile, può ordinare la restituzione del bene o, se ciò non fosse possibile, il pagamento del controvalore in denaro.

    In conclusione

    La madre può scegliere di lasciare i gioielli alla nuora, ma solo entro certi limiti. Se il lascito va oltre ciò che la legge consente, la figlia ha tutto il diritto di far valere le proprie ragioni. E in quel caso, la nuora potrebbe essere obbligata a restituire quanto ricevuto.

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    Avv. Antonio Strangio

    Avvocato per vocazione, sono appassionato di diritto delle successioni e diritto di impresa. Materie su cui si focalizza la mia attività professionale. 

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