Articolo di Antonio Strangio

Divisione ereditaria, guida alla divisione dell’eredità

Scopri tutto ciò che c'è da sapere sulla divisione ereditaria, il processo legale, i diritti degli eredi e i consigli per gestire al meglio questa situazione complessa e delicata.
divisione ereditaria
Articolo di Antonio Strangio

Divisione ereditaria, guida alla divisione dell’eredità

Scopri tutto ciò che c'è da sapere sulla divisione ereditaria, il processo legale, i diritti degli eredi e i consigli per gestire al meglio questa situazione complessa e delicata.

Divisione ereditaria, guida alla divisione dell’eredità

La divisione ereditaria può essere un processo complesso e delicato, ma con una corretta pianificazione e una comprensione dei passi fondamentali, può essere gestita in modo efficace e senza conflitti. Questa guida pratica fornirà una panoramica dei principali aspetti da considerare durante il processo di divisione ereditaria, aiutandoti a navigare attraverso le sfide e a proteggere i tuoi interessi e quelli dei tuoi cari.

Cos’è la divisione ereditaria e quando si rende necessaria

Alla morte di una persona, i suoi beni passano a coloro che hanno accettato l’eredità. Chi subentra nei diritti del de cuius diventa comproprietario dei beni oggetto della successione secondo la propria quota. Questa situazione di comproprietà è detta “comunione ereditaria”.

Ciò detto, è chiaro che qualcuno degli eredi potrà avere interesse a sciogliere questa comunione ereditaria per ottenere la propria porzione di eredità.

Ebbene, la divisione ereditaria rappresenta uno dei modi principali per sciogliere la comunione ereditaria. Si tratta di un insieme di procedure legali volte ad attribuire a ciascun erede i beni corrispondenti alla sua quota. 

Modi per dividere l’eredità

Esistono 3 modi per dividere l’eredità:

  • la divisione fatta dal testatore;
  • la divisione contrattuale;
  • e la divisione giudiziale

Andiamo con ordine.

Divisione fatta dal testatore 

Il testatore può decidere di dividere i beni tra gli eredi direttamente con il testamento. In questo modo, dopo la sua morte, sui beni non si forma una comunione ereditaria. Agli eredi vengono assegnati i beni già divisi. 

La divisione dell’eredità da parte del testatore può avvenire in due modi: 

  • attraverso l’assegno divisionale semplice;
  • l’assegno divisionale qualificato.

Nel caso dell’assegno divisionale semplice, il testatore specifica come l’eredità deve essere divisa tra gli eredi, seguendo determinati criteri. 

Questa divisione è obbligatoria e non trasferisce immediatamente i beni divisi, ma obbliga gli eredi a dividerli in base alle volontà del testatore

Se la divisione non viene fatta correttamente, l’erede danneggiato può richiedere un risarcimento.

Nel caso dell’assegno divisionale qualificato, invece, è il testatore stesso a suddividere direttamente l’eredità tra gli eredi, stabilendo le quote di ciascuno e formando le porzioni individuali. 

In questo caso, il testatore può anche includere nella divisione ereditaria la parte che spetta ai legittimari, purché si rispettino determinati limiti fissati dalla legge, come le quote degli eredi legittimari, la corrispondenza tra le quote astratte di eredità e le quote concrete di beni assegnati, e il valore dei beni assegnati a ogni coerede che non può essere inferiore di oltre un quarto rispetto alla quota che gli spetta.

L’assegno divisionale qualificato ha un effetto “reale”, il che significa che i diritti vengono trasferiti agli eredi già divisi nelle loro quote al momento dell’accettazione dell’eredità, senza la formazione di una comunione ereditaria.

Divisione per accordo tra eredi

La divisione contrattuale è il principale modo per porre fine alla comunione ereditaria. 

Si tratta di un accordo privato chiamato contratto di divisione, che viene utilizzato quando non ci sono conflitti tra gli eredi riguardo all’assegnazione dei beni ereditari. 

Questo tipo di divisione è considerato “amichevole”. 

Nel contratto di divisione, i partecipanti ricevono una parte del valore corrispondente alla loro quota, chiamata “apporzionamento”. 

Il contratto di divisione coinvolge tutti i coeredi ed è considerato nullo se uno dei coeredi non partecipa. 

Questo contratto è un atto di straordinaria amministrazione che modifica sostanzialmente il patrimonio dei partecipanti. Trasferisce la proprietà dei beni ereditari ai singoli eredi e può anche richiedere la vendita di un bene immobile difficilmente divisibile, con la successiva divisione del ricavato. Se sono coinvolti beni immobili, il contratto di divisione deve essere un atto pubblico redatto dal Notaio.

Il contratto di divisione ereditaria in quote può essere suddiviso in tre fasi principali: 

  • Ricostruzione e inventario della massa ereditaria: 

Prima di dividere l’eredità, è necessario che ogni erede includa nella massa ereditaria tutti i beni ricevuti in vita dal defunto. Se un erede aveva debiti con il defunto o gli altri eredi, anche il debito sarà considerato nella divisione. Ci sono alcune eccezioni per gli eredi che non sono obbligati a includere i beni ricevuti in vita o sono stati dispensati dal donante. 

  • Stima dei beni: 

È importante valutare i beni dell’eredità secondo il loro valore di mercato al momento della divisione ereditaria. Questa valutazione è fondamentale per la divisione di beni immobili, ma non è necessaria se si dividono solo beni dello stesso tipo, come ad esempio denaro. 

  • Divisione dei beni: 

Dopo aver completato le fasi precedenti, si procede alla divisione effettiva dei beni. Gli eredi prelevano dalla massa ereditaria beni proporzionalmente alle loro quote.

Divisione per ordine del giudice

Nel caso in cui i coeredi non riescano a trovare un accordo per procedere allo scioglimento della comunione, la soluzione potrebbe trovarsi presso il Tribunale competente, chiedendo di procedere alla divisione giudiziale dell’eredità. È importante notare che, prima dell’avvio del giudizio, è necessario esperire il tentativo di mediazione innanzi ad un organismo di conciliazione riconosciuto dal Ministero.

Una volta instaurata la causa, le parti possono produrre nel giudizio elementi volti a dimostrare le proprie tesi.

Potrebbe trattarsi, ad esempio, di considerazioni sul valore dei beni dell’eredità.

Oppure in questa fase ci può essere l’intervento di un consulente tecnico incaricato dal Giudice per effettuare la stima del valore dei beni e valutare come possono materialmente essere divisi. La relazione del consulente tecnico sarà utilizzata dal giudice per predisporre il progetto di divisione con cui si prospetta come a chi degli eredi andrà un determinato bene. 

Dopo che il progetto di divisione viene predisposto, viene depositato in cancelleria per consentire agli interessati di prenderne visione e avanzare eventuali contestazioni. È importante che tutti i partecipanti al processo di divisione siano coinvolti e soddisfatti delle modalità proposte.

Qualora non sorgano contestazioni e il progetto divisionale venga approvato, viene dichiarato esecutivo e le singole porzioni di beni possono essere attribuite a ciascun comproprietario. Questo rappresenta il momento in cui si stabilisce definitivamente la ripartizione delle proprietà comuni.

Tuttavia, se non fosse possibile dividere equamente i beni oggetto di comunione e nessuno dei comproprietari ne richiedesse l’attribuzione, il Giudice competente può disporre la vendita dei beni stessi. Il ricavato della vendita viene poi distribuito fra gli aventi diritto secondo le quote di partecipazione.

Qualora invece le parti non fossero soddisfatte della divisione, è attribuita loro la facoltà di rivolgersi ad un Collegio di Giudici che deciderà sulle osservazioni avanzate. 

I diritti a tutela degli eredi nel processo di divisione ereditaria

Tornando invece alla divisione contrattuale, o amichevole, è opportuno soffermarsi brevemente sui rimedi disponibili a tutela degli eredi in caso di problemi. 

L’atto di divisione ereditaria consensuale, può essere soggetto a impugnazioni in determinate circostanze. 

Vediamo quali sono le principali contestazioni che possono sorgere durante questo processo.

  • Impugnazione per violenza o dolo: 

Se la divisione ereditaria è il risultato di comportamenti violenti o ingannevoli, è possibile annullare il contratto di divisione ereditaria entro cinque anni dalla fine della violenza o dalla scoperta del dolo. Tuttavia, se un erede ha venduto la sua parte dopo aver scoperto la violenza o il dolo, perde il diritto di impugnare l’atto di divisione.

  • Errore nell’omissione di beni ereditari: 

L’errore di non includere uno o più beni ereditari non è una causa sufficiente per annullare l’atto di divisione ereditaria (a meno che non sia il risultato di violenza o dolo). Tuttavia, è possibile correggere questa situazione attraverso un supplemento all’atto di divisione ereditaria.

  • Azione di rescissione per lesione: 

Secondo l’articolo 763 del Codice Civile, è prevista un’altra forma di contestazione chiamata “azione di rescissione per lesione”. Questa azione può essere intrapresa da un coerede che ritenga di essere stato svantaggiato oltre il quarto della quota che gli spettava. L’azione di rescissione deve essere intentata entro due anni dalla divisione, ed è applicabile anche nel caso in cui la divisione sia stata stabilita dal testatore. L’obiettivo di questa azione è garantire che ogni erede riceva effettivamente la sua quota, senza considerazioni soggettive.

Se viene intentata un’azione di rescissione, l’erede contro il quale è stata presentata può interrompere il processo e prevenire una nuova divisione, offrendo un supplemento in denaro o in natura all’attore e agli altri coeredi che si sono associati all’azione di riduzione. 

Conclusioni, come affrontare al meglio il procedimento di divisione dell’eredità

Come avrai capito, il processo di divisione ereditaria, sia esso amichevole, per volontà del testatore o giudiziale, può rivelarsi molto complesso e rivelare aspetti particolarmente problematici. 

Se ti trovi coinvolto in procedimento di divisione ereditaria ho qualche consiglio per te, frutto della mia esperienza sul campo.

  • Per prima cosa, cerca sempre di comunicare in modo aperto e chiaro con gli altri eredi, ascoltando le loro opinioni e aspettative, per evitare malintesi e tensioni.
  • Coinvolgi sempre un professionista esperto, come un avvocato o un mediatore, per aiutare a trovare un accordo equo e rispettoso dei diritti di tutti gli eredi, riducendo i costi e le perdite di tempo.
  • Devi essere disposto ad adattare le tue aspettative e a trovare dei compromessi su alcuni elementi dell’eredità, valutando l’opzione di dividere o vendere gli oggetti di valore o i beni immobili.
  • Devi capire che le emozioni possono essere forti in queste situazioni, ma non per questo devi lasciare che prendano il controllo, concentrandosi sugli interessi e sui bisogni di tutti i membri della famiglia.
  • Non cercare di risolvere tutto in un solo giorno, ma prenditi il tempo necessario per discutere, riflettere e trovare un accordo, evitando decisioni affrettate o impulsivi.

Spero di essere stato utile. Se ne hai necessità, richiedi una consulenza cliccando sul bottone qui in basso.

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Domande frequenti sulla Divisione Ereditaria

 Chi si occupa della divisione ereditaria?

In Italia, la divisione ereditaria è gestita principalmente da avvocati specializzati in diritto successorio, notai e tribunali.

 Chi può chiedere la divisione giudiziale?

La divisione giudiziale può essere richiesta da una serie di soggetti interessati. In generale, le persone che possono chiedere la divisione giudiziale sono gli eredi, i legatari e i creditori

Chi paga la divisione ereditaria?

Le spese associate alla divisione ereditaria, come le spese legali o notarili, solitamente sono a carico degli eredi stessi.

Quanto costa la divisione dei beni tra eredi?

Il costo della divisione ereditaria può variare notevolmente a seconda di diversi fattori, tra cui la complessità dell’eredità, il numero di beni coinvolti, la presenza di controversie tra gli eredi.

Avv. Antonio Strangio

Avvocato per vocazione, sono appassionato di diritto delle successioni e diritto di impresa. Materie su cui si focalizza la mia attività professionale. 

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