Articolo di Antonio Strangio

Scioglimento comunione ereditaria: procedimento e consigli per gli eredi

scioglimento comunione ereditaria
Articolo di Antonio Strangio

Scioglimento comunione ereditaria: procedimento e consigli per gli eredi

Se sei finito a leggere questo articolo significa che ti trovi in una situazione ereditaria “scomoda”. Probabilmente hai ricevuto un’eredità e ora hai qualche problema con gli altri coeredi (fratelli/sorelle, cugini ecc.). Vorresti capire come risolvere il problema (che ti crea non poca ansia e frustrazione).

Bene, dovresti essere nel posto giusto: in questo articolo ti spiego come funziona e come si scioglie la comunione ereditaria.

Prima di iniziare, ti ricordo che questo è un articolo informativo che puoi leggere gratuitamente. Se non sarà sufficiente a risolvere il tuo problema, mi potrai richiedere una consulenza.

Fatte queste doverose premesse, iniziamo!

La comunione ereditaria: cos’è e come funziona

Prima di parlare di scioglimento della comunione ereditaria, è importante fare un passo indietro e rispondere alla domanda: “che cos’è la comunione ereditaria?”.

Te lo spiego subito.

La comunione ereditaria è una situazione giuridica che si verifica quando due o più persone ereditano una quota di un patrimonio, diventando così coeredi. Questo patrimonio può includere beni immobili, conti bancari, titoli, e altri valori. Fino a quando il patrimonio ereditato non viene diviso formalmente attraverso un accordo tra gli eredi o una sentenza giudiziaria, tutti gli eredi sono in comunione ereditaria, cioè hanno diritti uguali su ogni parte del patrimonio, indipendentemente dalla loro quota di eredità.

Nella comunione ereditaria, ogni coerede ha il diritto di partecipare alla gestione dei beni comuni. Tuttavia, nella pratica, spesso si delega la gestione a uno o più eredi o si opta per l’assistenza di un amministratore esterno.

Esempio: muore il genitore proprietario di un appartamento. Questa persona lascia due figli. Se i due figli accettano l’eredità, diventeranno comproprietari, in parti uguali (salvo diverse disposizioni testamentarie) dell’appartamento. 

L’appartamento è ora in comunione ereditaria. 

Le cause dello scioglimento comunione ereditaria

Definito il significato di “comunione ereditaria”, vediamo come si scioglie.

Scioglimento della comunione ereditaria per consenso tra eredi

Lo scioglimento della comunione può avvenire grazie ad un accordo tra coeredi.

Ogni coerede può intraprendere una trattativa per raggiungere un accordo al fine di ottenere la propria quota di eredità.

Ad esempio, il coerede che abbia goduto in via esclusiva di un immobile che era di proprietà del de cuius e alla sua morte è entrato nella comunione ereditaria potrebbe avere interesse a diventarne unico proprietario.

In una simile ipotesi, ben si potrebbe accordare con gli altri coeredi, formalizzando il tutto davanti ad un notaio, e così divenire definitivamente unico proprietario di quel bene. 

Divisione comunione ereditaria in seguito alla vendita delle quote ereditarie

Una seconda ipotesi di scioglimento della comunione è la vendita della quota ereditaria ad un altro soggetto.

Seguendo l’esempio di cui sopra, ben potrebbe accadere che il coerede che ha goduto dell’appartamento caduto in comunione, abbia interesse ad acquistare la quota ereditaria di altri coeredi, allo scopo di diventare l’unico proprietario dell’immobile.

Lo stesso scenario può verificarsi quando un coerede, al contrario, si disinteressa dei beni in comunione al punto da proporre agli altri coeredi di acquistare la propria quota ereditaria ed essere, per così dire, “liquidato”. 

Ti ricordo che, nei casi di vendita o acquisto della quota ereditaria, occorre sempre considerare eventuali diritti di prelazione in capo agli altri coeredi. 

Scioglimento della comunione dell’eredità per usucapione

Altra ipotesi di scioglimento della comunione ereditaria è l’acquisto da parte di uno dei coeredi per usucapione.

Può infatti accadere che il coerede che abbia mantenuto il possesso esclusivo di un bene facente parte dell’eredità per oltre 20 anni, rivendichi il proprio diritto ad essere dichiarato proprietario per usucapione. 

In questo caso, se il giudice accerterà effettivamente che questo coerede è divenuto effettivamente proprietario per intervenuta usucapione, allora la comunione su quel bene sarà sciolta. 

A questo proposito ecco un video su un caso interessante di usucapione da parte del coerede che ho seguito professionalmente.

Divisione della comunione con sentenza di un giudice

Ultima modalità di scioglimento della comunione ereditaria è quella che si ottiene con sentenza di un giudice. Questo procedimento si può avviare tutte le volte in cui non riescano a trovare un accordo per procedere allo scioglimento della comunione.

Questa modalità di scioglimento della comunione dell’eredità è sicuramente quella più costosa e problematica. Potrebbe infatti sorgere problemi circa il valore dei beni dell’eredità, la regolarità urbanistica, la regolarità delle trascrizioni, la legittimità di eventuali testamenti ecc. 

Di solito, questa modalità di scioglimento implica  anche il coinvolgimento di un consulente tecnico incaricato dal Giudice per effettuare la stima del valore dei beni e valutare come possono materialmente essere divisi. Circostanza che potrebbe condurre ad un ulteriore aumento dei costi ed allungamento dei tempi. 

Le 5 fasi del processo di scioglimento della comunione ereditaria 

Giunti a questo punto, ritengo sia utile capire come funziona, in concreto, il procedimento di scioglimento della comunione ereditaria. 

Di seguito ti elenco quelle che io considero le “fasi” del procedimento di scioglimento della comunione ereditaria. 

Ti premetto che, come comprenderai, alcune fasi sono solo “eventuali”.

Proseguiamo allora.

1. Tentativo di accordo tra gli eredi per lo scioglimento della comunione

La prima fase, che è poi anche la più importante, è quella dove si va a verificare, se esiste, la possibilità di dividere l’eredità, procedendo con lo scioglimento della comunione ereditaria, mediante un accordo. 

In genere, in questa fase non vengono coinvolti gli avvocati e sono solo i coeredi interessati a “parlarsi”.

L’accordo può sfociare nella decisione di vendere tutto o parte dell’eredità oppure procedere con il dividere i beni tra gli eredi.

2. Stima dei beni della comunione ereditaria

Se sussiste la possibilità di raggiungere un accordo, allora si rende opportuno procedere alla stima dei beni. In genere, in questa fase, è bene farsi seguire da tecnici specializzati (architetti, ingegneri, ecc.) che abbiano l’esperienza giusta per procedere ad una equa e corretta stima dell’asse ereditaria.

3. Proposta di divisione ereditaria

A questo punto, se la stima soddisfa tutti i coeredi interessati allo scioglimento della comunione, si procede con il formulare una proposta di divisione. Le proposte di divisione possono articolarsi nei modi più diversi ed è opportuno che in questa fase intervengono avvocati esperti in successione ereditaria, specie quando l’eredità da dividere presenta complessità (problemi urbanistici, problemi di autenticità di opere d’arte, presenza di beni sottoposti a pignoramento ecc.) 

Nella proposta si può decidere di attribuire un determinato bene ad un erede perché questi è il più vicino territorialmente a quel bene oppure perché quel bene è funzionale alla specifica attività professionale di quella persona (si pensi al terreno attribuito al coerede imprenditore agricolo). In genere, nella proposta si prevedono anche eventuali conguagli e modalità circa il saldo di eventuali debiti ereditari. 

4. Redazione dell’atto di divisione dell’eredità

Una volta raggiunto l’accordo, si procede con l‘atto di divisione davanti al Notaio. In questa sede i coeredi stabiliscono quali beni assegnarsi in proprietà esclusiva, procedendo al c.d. apporzionamento..

All’atto di divisione devono partecipare necessariamente, a pena di nullità dello stesso, tutti i comproprietari.

Qualora uno dei coeredi non intenda ricevere nulla in sede di divisione ha la possibilità di donare o vendere la propria quota sui beni ad uno o più condividenti, in modo che la divisione proceda solo con questi ultimi.

Una volta redatto l’atto di divisione, la comunione ereditaria è sciolta

5. Eventuale procedura giudiziale per la divisione della comunione

In caso di mancato accordo tra i coeredi per la divisione e lo scioglimento della comunione ereditaria, è possibile ricorrere al Tribunale per una divisione giudiziale

Questa è senza dubbio la soluzione più lunga, rischiosa e soprattutto costosa per ottenere lo scioglimento della comunione. 

Ciò detto, durante il processo, le parti, i coeredi, possono presentare prove a sostegno delle proprie posizioni, inclusa la valutazione dei beni ereditari, che può essere effettuata anche da un consulente tecnico nominato dal giudice. 

Dopo la stima, il giudice prepara un progetto di divisione, che, se non contestato, diventa esecutivo, permettendo l’assegnazione dei beni. Se i beni non sono divisibili equamente e nessun erede ne richiede l’assegnazione, il giudice può ordinare la vendita e la distribuzione del ricavato tra i coeredi.

E se dopo la divisione dell’eredità esce fuori un testamento?

Non è una situazione frequente, ma se è il tuo caso guarda questo video:

Conclusioni: qualche consiglio sullo scioglimento della comunione ereditaria.

E siamo giunti alla conclusione.

Avrai capito che affrontare lo scioglimento della comunione ereditaria richiede massima cautela e considerazione. I procedimenti per la divisione dell’eredità possono essere lunghi (molto lunghi), costosi ed estenuanti. 

Da legale, io consiglio sempre di cercare prima una soluzione consensuale tramite un accordo notarile, per la sua rapidità, economia e minor complessità. Se l’accordo appare difficile, cerco sempre di affidare i miei clienti ad un mediatore preparato, così da procedere con il procedimento di mediazione civile che rappresenta una valida alternativa, nonostante comporti costi più elevati.

A mio parere, la divisione giudiziale dovrebbe essere considerata come ultima opzione, data la sua natura onerosa e prolungata. È fondamentale consultare professionisti del settore per una guida competente e considerare attentamente gli aspetti fiscali delle diverse opzioni. Mantenere una comunicazione aperta e costruttiva tra gli eredi può facilitare il processo, minimizzare i conflitti e portare a una soluzione più rapida e soddisfacente per tutte le parti coinvolte.

Ti ringrazio per l’attenzione. Se hai bisogno di me come avvocato per una consulenza privata o per essere seguito in un procedimento di divisione, non esitare a contattarmi cliccando sul bottone qui in basso. 

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Domande frequenti sullo scioglimento della comunione ereditaria

Che succede se gli eredi non si mettono d’accordo?

Se gli eredi non raggiungono un accordo per la divisione dell’eredità, possono ricorrere al Tribunale per una divisione giudiziale. Questo processo inizia con un tentativo obbligatorio di mediazione e, in assenza di accordo, prosegue con un’azione legale in cui il giudice deciderà sulla divisione dei beni.

Che cosa comporta lo scioglimento della comunione?

Lo scioglimento della comunione, in contesto ereditario, significa la fine dello stato di condivisione dei beni tra i coeredi. Questo può avvenire tramite un accordo amichevole tra gli eredi o, in assenza di accordo, attraverso una divisione giudiziale ordinata dal Tribunale.

Chi può chiedere lo scioglimento della comunione ereditaria?

Qualsiasi coerede può richiedere lo scioglimento della comunione ereditaria se desidera terminare la condivisione dei beni ereditati e ottenere la propria quota individuale. La richiesta può essere presentata al Tribunale in caso di disaccordo tra gli eredi.

Chi paga le spese in caso di divisione giudiziale?

Le spese legali per una divisione giudiziale, inclusi gli onorari degli avvocati, le spese di tribunale e quelle dei consulenti tecnici, possono essere poste a carico del coerede soccombente in giudizio.

Chi può chiedere lo scioglimento della comunione?

Lo scioglimento della comunione può essere richiesto da qualsiasi partecipante alla comunione stessa, come nel caso degli eredi in una comunione ereditaria. Questa richiesta può essere avanzata quando uno o più partecipanti desiderano dividere i beni comuni e assegnare a ciascuno la propria quota.

Avv. Antonio Strangio

Avvocato per vocazione, sono appassionato di diritto delle successioni e diritto di impresa. Materie su cui si focalizza la mia attività professionale. 

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