avvocato per successione ereditaria

Articolo di Antonio Strangio

Successione tra Italia e Francia: quale legge si applica e dove si pagano le tasse

successione italia francia
avvocato per successione ereditaria
Articolo di Antonio Strangio

Successione tra Italia e Francia: quale legge si applica e dove si pagano le tasse

Un cittadino italiano muore mentre vive stabilmente in Francia. Oppure lascia agli eredi una casa, un conto corrente o altri beni situati nel territorio francese.

In casi come questi, presentare la dichiarazione di successione in Italia non basta. Bisogna capire quale legge disciplina la successione, quali adempimenti devono essere svolti in Francia e quali imposte possono essere richieste nei due Paesi.

Il fatto che il defunto fosse italiano non significa, infatti, che alla successione si applichi automaticamente la legge italiana. In base al Regolamento europeo n. 650/2012, di regola si applica la legge dello Stato in cui la persona aveva la propria residenza abituale al momento della morte. Il defunto, però, può avere scelto nel testamento la legge dello Stato di cui era cittadino.

Per le imposte il criterio cambia. Una successione può essere regolata dalla legge francese e comportare, nello stesso tempo, obblighi fiscali anche in Italia. Per capire dove si pagano le imposte bisogna quindi applicare la Convenzione tra Italia e Francia e verificare quali obblighi sorgono nei due Paesi.

Quando una successione coinvolge Italia e Francia

Una successione può coinvolgere Italia e Francia anche se il defunto non aveva la doppia cittadinanza. È sufficiente che vivesse in uno dei due Paesi e possedesse beni nell’altro.

Il defunto viveva in Italia e aveva beni in Francia

Giuseppe abitava a Torino, dove aveva lavorato per quarant’anni. Vent’anni prima aveva acquistato un bilocale a Mentone, nel quale trascorreva le vacanze estive con la moglie. Alla sua morte lascia due figli, la casa di Torino, un conto presso una banca italiana e l’immobile francese.

La successione di Giuseppe è regolata dalla legge italiana, perché la sua residenza abituale era a Torino

Il bilocale di Mentone impone però agli eredi di rivolgersi anche a un notaio francese e completare le formalità previste per l’immobile.

La dichiarazione di successione presentata in Italia non sostituisce gli adempimenti richiesti in Francia.

Il defunto viveva in Francia e aveva beni in Italia

Vittoria si era trasferita a Lione nel 2005 per seguire il marito. Era rimasta in Francia anche dopo essere diventata vedova e lì aveva continuato a vivere fino alla morte.

I suoi due figli abitano a Bologna. Il patrimonio comprende l’appartamento di Lione, un conto corrente francese e la casa di famiglia in Emilia, mai venduta.

In questo caso, la successione è regolata dalla legge francese, perché Vittoria aveva la propria residenza abituale a Lione. 

Per l’immobile italiano, però, i figli dovranno presentare la dichiarazione di successione in Italia e svolgere gli adempimenti necessari per trasferirlo a loro nome.

La successione resta una, ma le procedure da seguire appartengono a due ordinamenti diversi.

Quale legge si applica alla successione

Per le successioni in Europa, il Regolamento europeo n. 650/2012 individua come criterio generale la residenza abituale del defunto al momento della morte.

La cittadinanza ha rilievo nel momento in cui chi redige un testamento può scegliere, nei limiti previsti dal Regolamento, che la propria successione sia disciplinata dalla legge dello Stato di cui è cittadino.

La residenza abituale del defunto

Il Regolamento europeo non stabilisce quanti mesi una persona debba trascorrere in uno Stato per esservi considerata abitualmente residente. Non richiede neppure l’iscrizione all’AIRE e non identifica la residenza abituale con il domicilio fiscale.

Per individuarla bisogna ricostruire dove la persona aveva organizzato stabilmente la propria vita negli anni precedenti alla morte.

Si valutano, tra gli altri elementi:

  • il luogo in cui viveva per la maggior parte del tempo;
  • la durata e la continuità della permanenza;
  • il luogo in cui vivevano il coniuge e i figli;
  • lo Stato in cui lavorava o riceveva la pensione;
  • il luogo in cui riceveva le cure mediche;
  • la collocazione dei beni principali.

Nessun elemento è sufficiente da solo: bisogna considerare insieme le abitudini, i legami familiari e il modo in cui la persona organizzava la propria vita quotidiana.

Nel caso di Vittoria, la ricostruzione è piuttosto lineare. Viveva a Lione da vent’anni, vi aveva la propria abitazione ed era rimasta in Francia anche dopo la morte del marito. La sua residenza abituale era quindi in Francia.

Quando la residenza abituale è incerta

Le difficoltà sorgono quando la vita del defunto era divisa tra Italia e Francia.

Mario possiede una casa a Sanremo e una a Nizza, distanti quaranta chilometri. È iscritto all’AIRE, ha il domicilio fiscale in Francia e riceve lì la pensione.

La moglie e i figli vivono però in Italia, dove Mario torna ogni settimana. Durante la malattia che lo ha portato alla morte è stato seguito da medici italiani. Alla sua morte lascia beni in entrambi i Paesi.

In una situazione simile, Italia e Francia possono apparire entrambe come il centro della vita di Mario.

Dalla residenza abituale dipende la legge applicabile alla successione e, quindi, la disciplina delle quote ereditarie.

L’iscrizione all’AIRE deve essere valutata insieme agli altri elementi. Può accadere che una persona sia iscritta all’AIRE ma abbia ancora la residenza abituale in Italia. Può verificarsi anche il caso opposto.

La scelta della legge italiana nel testamento

Chi vive stabilmente all’estero può scegliere nel testamento che la propria successione sia regolata dalla legge dello Stato di cui ha la cittadinanza.

Questa scelta prende il nome di professio iuris.

La scelta può riguardare la legge di uno Stato di cui il testatore è cittadino quando redige il testamento o al momento della morte.

Un cittadino italiano che vive in Francia può quindi scegliere la legge italiana. Non può invece indicare la legge di uno Stato del quale non è cittadino.

La scelta può essere dichiarata espressamente nel testamento oppure risultare in modo non equivoco dal suo contenuto.

Per un italiano residente in Francia, la professio iuris consente di sottoporre la successione alle norme del Codice civile italiano, comprese quelle sulle quote riservate ai legittimari.

Che cosa disciplina la legge applicabile alla successione

La legge individuata secondo questi criteri disciplina l’intera successione, anche quando i beni si trovano in Stati diversi.

Stabilisce:

  • chi sono gli eredi;
  • quali quote spettano a ciascuno;
  • quali diritti sono riconosciuti al coniuge superstite;
  • quali quote sono riservate ai figli e agli altri legittimari;
  • quali conseguenze derivano dalla lesione della legittima.

La legge successoria, però, non risolve ogni questione. Il regime patrimoniale dei coniugi e le imposte seguono regole proprie.

Il regime patrimoniale deve essere accertato prima di stabilire quali beni entrano nell’eredità.

Se Giuseppe e la moglie avevano acquistato il bilocale di Mentone in comunione dei beni, metà dell’immobile apparteneva già alla moglie. Nella successione entra soltanto la quota appartenuta a Giuseppe.

Anche le imposte restano escluse dal Regolamento europeo n. 650/2012.

Quando servono due dichiarazioni di successione

Tra Italia e Francia esiste una Convenzione contro le doppie imposizioni in materia di successioni, che stabilisce quale Stato può tassare i diversi beni, ma non elimina gli obblighi dichiarativi previsti nei due Paesi.

Se il defunto era residente in Italia, la dichiarazione italiana comprende anche i beni situati in Francia. Se invece era residente in Francia, in Italia devono essere dichiarati i beni situati nel territorio italiano.

Quando lo stesso bene è tassato nei due Paesi, l’imposta pagata in Francia può essere detratta da quella italiana nei limiti previsti dalla legge. Per ottenere il credito è necessario documentare il pagamento definitivo dell’imposta estera.

Come trasferire un immobile ereditato in Francia

Quando nell’eredità è compreso un immobile situato in Francia, la dichiarazione presentata all’Agenzia delle Entrate non completa il trasferimento nei registri francesi.

Gli eredi acquistano la proprietà con l’apertura della successione, ma per rendere il trasferimento conoscibile ai terzi devono rivolgersi a un notaio francese. Il notaio francese individua gli eredi, verifica le quote e aggiorna i registri immobiliari.

Acte de notoriété: il documento che identifica gli eredi

L’acte de notoriété indica chi sono gli eredi e i legatari e quali diritti spettano a ciascuno.

Può essere utilizzato nei rapporti con banche, assicurazioni e altri soggetti che chiedono una prova della qualità di erede.

Il notaio lo redige esaminando i certificati di stato civile, il testamento, gli eventuali atti di donazione tra coniugi e gli altri documenti relativi alla famiglia del defunto.

Per i documenti italiani possono essere richieste la traduzione in francese e le formalità necessarie al loro utilizzo in Francia.

Attestation de propriété e registri immobiliari francesi

Dopo aver individuato gli eredi, il notaio predispone l’attestation de propriété immobilière, chiamata anche attestazione immobiliare.

Con questo atto viene documentato il trasferimento dell’immobile dal defunto agli eredi. Il notaio provvede poi alla pubblicazione presso il service de la publicité foncière, l’ufficio francese che cura i registri immobiliari.

Senza la pubblicazione, nei registri il bene continua a risultare collegato al defunto. Gli eredi possono quindi incontrare difficoltà quando intendono venderlo, donarlo o concederlo in garanzia.

L’attestazione non è necessaria quando il notaio redige e pubblica un atto di divisione entro dieci mesi dalla morte. In quel caso, l’atto di divisione individua direttamente a chi viene assegnato l’immobile.

Vendita dell’immobile e accordo tra coeredi

Prima della vendita devono essere completate le formalità nei registri francesi.

Quando l’immobile appartiene a più coeredi, la vendita dell’intero bene richiede, di regola, il consenso di tutti. Un solo coerede non può disporre anche delle quote appartenenti agli altri.

Giuseppe e Mario, per esempio, ereditano dalla madre un appartamento ad Antibes. Giuseppe vorrebbe venderlo, mentre Mario preferisce conservarlo per le vacanze.

Finché non raggiungono un accordo, l’appartamento rimane in comunione. Nel frattempo continuano a maturare imposte locali, spese condominiali e costi di manutenzione, che devono essere sostenuti dagli eredi secondo i rispettivi diritti.

Da qui possono aprirsi strade diverse: vendere l’intero immobile, cedere una quota oppure chiedere lo scioglimento della comunione.

La legge francese prevede anche strumenti giudiziali che, in presenza di determinate condizioni, consentono di superare l’opposizione di un coerede.

Per questo è preferibile affrontare la destinazione dell’immobile già durante la gestione della successione, soprattutto quando alcuni eredi vogliono vendere e altri desiderano conservarlo.

Sulle regole della comunione ereditaria e sugli strumenti disponibili per scioglierla ho dedicato un approfondimento alla divisione dei beni ereditari.

Come sbloccare un conto corrente francese

Alla morte del titolare, la banca francese blocca il conto individuale e interrompe le operazioni disposte dal defunto. Gli eredi devono quindi dimostrare la propria qualità prima di poter conoscere il saldo, chiudere il rapporto e ottenere il pagamento delle somme.

Le formalità possono cambiare da una banca all’altra. Per evitare richieste successive, è utile verificare subito quali documenti devono essere prodotti e in quale forma.

L’istituto può chiedere:

  • il certificato di morte;
  • un documento di identità degli eredi;
  • le coordinate del conto;
  • i documenti di stato civile;
  • l’acte de notoriété redatto da un notaio francese;
  • il certificato successorio europeo;
  • le traduzioni dei documenti italiani.

Certificato successorio europeo

Il certificato successorio europeo permette agli eredi di dimostrare in Francia la propria qualità e i diritti ricevuti con la successione. In Italia viene rilasciato dal notaio e può essere presentato a banche, assicurazioni e amministrazioni francesi.

Il certificato dimostra la qualità di erede, ma non sostituisce le dichiarazioni fiscali né gli atti necessari per aggiornare i registri immobiliari francesi.

Le copie certificate hanno normalmente una validità di sei mesi. Se la procedura si prolunga, può essere necessario chiedere una proroga o una nuova copia.

Assurance-vie e contratti assicurativi

L’assurance-vie è molto diffusa in Francia, ma non deve essere confusa con un normale conto di risparmio.

Il contraente versa un capitale e indica uno o più beneficiari ai quali le somme saranno corrisposte alla sua morte. In presenza di un beneficiario determinato, il capitale assicurato è, di regola, attribuito direttamente al beneficiario e non segue le regole ordinarie della divisione ereditaria.

Per capire se e come le somme entrano nella successione bisogna leggere il contratto, la clausola beneficiaria e la storia dei versamenti.

Quando nell’eredità compare un’assurance-vie, occorre quindi esaminare separatamente il contratto e la posizione del beneficiario.

Termini per la successione in Italia e in Francia

In Francia la dichiarazione di successione deve essere presentata entro sei mesi dal decesso se la morte è avvenuta sul territorio francese. Il termine sale a dodici mesi quando il decesso è avvenuto all’estero.

La scadenza non dipende dalla residenza del defunto, ma dal luogo in cui è avvenuta la morte.

Un cittadino italiano residente a Torino, proprietario di un appartamento a Mentone, muore durante un soggiorno in Costa Azzurra. In questo caso gli eredi hanno sei mesi per presentare la dichiarazione in Francia.

Se la stessa persona fosse deceduta a Torino, il termine francese sarebbe invece di dodici mesi.

Il pagamento dell’imposta avviene contestualmente alla presentazione della dichiarazione.

Il ritardo comporta l’applicazione di:

  • interessi di mora dello 0,20% al mese (2,4% annuo), a decorrere dal settimo mese;
  • una maggiorazione del 10% dal tredicesimo mese;
  • una maggiorazione fino al 40% se la dichiarazione non viene presentata entro novanta giorni dalla messa in mora.

In Italia la dichiarazione di successione deve essere presentata entro dodici mesi dalla data di apertura della successione, in modalità telematica.

Se il defunto risiedeva all’estero e non aveva mai avuto la residenza in Italia, la competenza spetta all’Ufficio territoriale Roma 6 dell’Agenzia delle Entrate. La presentazione cartacea resta possibile per i residenti all’estero che non possono utilizzare i servizi telematici.

Quando l’eredità comprende immobili situati in Italia, gli eredi devono provvedere anche all’autoliquidazione delle imposte ipotecaria e catastale, dell’imposta di bollo e delle tasse ipotecarie.

Differenze tra i calendari italiano e francese

FranciaItalia
Dichiarazione entro 6 mesi dal decesso, oppure 12 mesi se la morte è avvenuta all’esteroDichiarazione entro 12 mesi dall’apertura della successione
Pagamento contestuale alla dichiarazioneAutoliquidazione entro 90 giorni dalla scadenza del termine per la dichiarazione

Questa differenza può avere conseguenze anche sul credito d’imposta.

Per ottenerne il riconoscimento in Italia è necessario dimostrare di aver pagato definitivamente l’imposta in Francia. Chi rispetta i termini francesi arriva normalmente alla dichiarazione italiana con tutta la documentazione necessaria. Chi, invece, presenta la dichiarazione francese in ritardo può essere costretto a integrare successivamente quella italiana per far valere la detrazione.

Prendiamo il caso di Chiara. Il padre muore in Francia il 10 marzo. La dichiarazione francese deve essere presentata entro il 10 settembre, mentre quella italiana entro il 10 marzo dell’anno successivo.

In quei sei mesi Chiara deve ottenere l’acte de notoriété, far valutare l’immobile, predisporre la dichiarazione francese e reperire la liquidità necessaria per pagare l’imposta.

Se ci sono più eredi, immobili da valutare e documenti da ottenere nei due Paesi, sei mesi possono esaurirsi molto in fretta. Le scadenze francesi vanno quindi considerate fin dall’apertura della successione.

Come preparare una successione tra Italia e Francia

Quando una successione coinvolge Italia e Francia, chiarire in anticipo la legge applicabile e ricostruire con precisione i beni presenti nei due Paesi può evitare agli eredi ritardi e difficoltà.

Se la successione è già aperta, è importante individuare subito gli adempimenti da svolgere in Italia e quelli richiesti in Francia, senza considerare la procedura italiana sufficiente anche per i beni situati all’estero.

Se devi pianificare una successione tra Italia e Francia o stai già gestendo beni ereditari nei due Paesi, raccontami del tuo caso cliccando sul bottone qua sotto.

Hai bisogno di una consulenza in materia di successioni?

avvocato per successione ereditaria
Avv. Antonio Strangio

Avvocato per vocazione, sono appassionato di diritto delle successioni e diritto di impresa. Materie su cui si focalizza la mia attività professionale. 

Argomenti

Leggi anche..